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WORKSHOP LEICA AKADEMIE di SETTIMIO BENEDUSI – Mantova 29-30 ottobre 2016

Arriviamo nello studio fotografico dove Settimio Benedusi sta tenendo il Workshop LEICA sulla fotografia in bianco e nero.

Dodici ragazzi lo ascoltano, lo osservano e lui si muove nel suo mondo e a modo suo.

Spiega la tecnica e spiega la cosa più difficile in assoluto, quella di creare un “contatto” per arrivare al risultato.

Li sconvolge, li sovrasta, li fa star male, se necessario, ma certamente riesce a smuovere in ognuno di loro il fuoco che occorre per entrare nella foto.

“ Parla con lei…dille cosa vuoi…scatta! Fai adesso la foto della tua vita!”

Una Leica caricata con un film ILFORD HP5 e un fotografo che insegna.

Già queste tre cose insieme creano una grande emozione.

E invece tutto questo si amplifica al Workshop Leica, il giorno dopo, quando  Giancarlo Vaiarelli dalla camera oscura consegna ad ognuno di loro il provino a contatto con i loro scatti e se li porta in camera oscura dove racconta e insegna loro come rendere l’emozione attraverso un bagno di chimica, un ingranditore e che il bianconero ancora in bacinella è “il momento più bello del bianconero”.

Benedusi raccoglie i ragazzi intorno al tavolo e commenta i provini. Ha un modo personalissimo ed efficace di insegnare e ci riesce molto bene. Il silenzio che si crea fa pensare,

Sono tutti per lui.

Calamitati su ogni sua parola, su ogni sua pausa, su ogni suo movimento delle mani.

La fotografia non solo la conosce e la vive, ma si vede perfettamente anche quanto la ama.

“Quando guardi un provino a contatto non devi avere dubbi, non devi cercare niente. La foto la trovi immediatamente, a colpo sicuro perchè la foto era prima nella tua testa.”

E poi ancora

“Qualsiasi azione mediata da una macchina fotografica deve necessariamente avere un “contatto” che va oltre.

Bisogna vivere il momento ed essere presenti nello scatto.

Ogni azione, ogni pensiero deve essere sulla fotografia che stai scattando perche’ la macchina fotografica, per sua stessa natura, ti fa vedere una cosa per volta”

Parole bellissime e concetti difficili che la lasciano tutti con gli occhi puntati sul loro provino.

Ancora tutti insieme in camera oscura ad osservare Vaiarelli che muove le mani sotto l’ingranditore, sapientemente, con l’occhio dell’alchimista (la parola stampatore non gli piace n.d.r.) che sa interpretare quello che vuole il fotografo e conosce perfettamente il modo di rendere il concetto, stampando in 30×40 ciò che Benedusi ha appena insegnato.

“LA FOTOGRAFIA E’ INEVITABILMENTE IL RISULTATO DI CIO’ CHE E’ SUCCESSO PRIMA”

Sabrina Carabelli

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